Famosa per il Castello ed il Duomo dedicato a San Giorgio Martire
La prima notizia, storicamente certa, risale al 1093. In un documento d’epoca si parla delle località di Caccamo e di Brucato appartenenti al Vescovado di Agrigento. Nel 1094 Ruggero I eleva Caccamo al rango di baronìa e la cede a Goffredo de Sageyo di Caccamo, come risulta dal diploma di fondazione del monastero di San Bartolomeo in Lipari.
Ne ebbero la signoria ben oltre 15 famiglie e tra le più importanti: i Chiaramonte, i Prades, i Cabrera, gli Henriquez, gli Amato ed i De Spuches.
Per quasi un secolo (1300-1392) i Chiaramonte ressero la signoria di Caccamo: particolarmente significativi i loro interventi con la costruzione dell’ala Sud-Est ed il potenziamento difensivo mediante l’erezione di nuove torri, fra cui la Gibellina ed il rafforzamento di altre già esistenti come quella di Pizzarrone con una fontana fortificata.
Durante il suo dominio, la famiglia Chiaramonte costituì quasi un regno nel regno e ne fece una signoria tanto possente e temibile da essere paragonata a quelle più note d’Italia: i Visconti, gli Scaligeri, gli Estensi.
Nel 1963 il principe di Galati e duca di Caccamo Antonio De Spuches cede il Castello alla Regione Siciliana per quaranta milioni
Il Duomo San Giorgio Martire è sito in in una delle piazze più belle di Sicilia, La struttura sorge su un’antichissima struttura di epoca normanna risalente al 1090.
Il portale centrale è sormontato da un medaglione scolpito (1660) raffigurante San Giorgio in atto di salvare una fanciulla. Il resto della facciata è caratterizzato da tre portali scanditi da lesene. In alto, ai lati del grande finestrone sormontato da una croce trifogliata, troviamo le statue di S. Pietro e S. Paolo.
Il campanile, la cui parte inferiore era una torre avanzata del Castello, culmina nella sua maestosa mole con una guglia a forma di piramide, L’interno a tre navate e a croce latina, è un concentrato di opere d’arte per la varietà e la ricchezza dei manufatti!
La Cappella in fondo alla navata di destra è dedicata alla Madonna chiamata “Libera infermi”. Ha la volta e le pareti con decorazioni in oro di stile impero. Il simulacro marmoreo della Madonna fu eseguito nel 1499 da Antonio Mannelli ed Andrea Mancino
La Cappella a sinistra del SS. Sacramento ha un ciborio in altorilievo marmoreo del secolo XV riferito a Domenico Gagini.
Nello spazio che precede l’abside maggiore vi è il coro di legno finemente intagliato opera dello scultore Vincenzo Marchese (1756).
Nell’abside centrale, l’altare maggiore in marmi policromi è sormontato da una tela (sec. XVIII) che riproduce il trionfo di San Giorgio
Il Duomo custodisce anche importantissime opere di pittori fiamminghi ed olandesi che dal cinquecento in poi diedero un grande apporto alla pittura siciliana. Come per esempio “la serie dei Cinque sensi” del 1635 attribuita a Jan Van Houbraken.
la tela “Il Sant’Isidoro Agricola” di Matthias Stomer del 1641;
una statua di legno policromo (1657) che rappresenta San Giorgio che preme sul drago la punta di una lunga asta in cima alla quale è inalberata la bandiera simbolo della vittoria riportata, resa ancora più evidente dalla palma d’oro massiccio che porta nella mano sinistra.

Caccamo